Albert Hammond jr
La storia di Albert Hammond jr, ex chitarrista e fondatore degli Strokes, appassionato di motociclismo e cinematografia, conferma le nostre tesi sull’estrema imprescindibile importanza di conoscere la modalità gemellare per comprendere come integrare il nostro lato in ombra. Francis Trouble, così lo definì il suo psicoterapista junghiano Andrew Park, a cui è dedicato l’omonimo disco (2018), come Albert stesso racconta in alcune interviste, che lo aiutò in veste di figura paterna, a gestire il contatto con quella che fu definita “energia oscura”, ovvero una parte in ombra, che nel suo caso era l’ombra di un bambino che non era stato nutrito e che faceva i capricci. Scoprire dell’esistenza di Francis fu emozione esplosiva: Francis è il nome del fratello gemello morto in utero quando la loro gravidanza era giunta al sesto mese di gestazione. Il corpo del fratello fu rimosso con un intervento chirurgico, ma la sua presenza rimase accanto ad Albert per anni. Solo recentemente, quando compì 36 anni, i suoi genitori gli svelarono la storia raccontata per intero: c’erano sempre frammenti di racconti incompleti intorno all’esperienza della gravidanza gemellare; compare anche il ricordo di un’unghia di Francis che era rimasta inserita nella placenta come a voler testimoniare di una parte che necessitava di restare accanto al fratello per tutto il resto della gestazione.

“Credo che soprattutto per mia madre sia stato un vero e proprio turbinio di emozioni che mi auguro io non dovrò mai sperimentare nella mia vita da adulto, ma per me quando ho scoperto questa storia è stato come avere delle nuove prospettive da cui osservare, è stato come una specie di alter ego a cui dare una nascita reale, è diventata come la nascita di un super eroe, come se fosse venuto da Marte; la mia storia quindi deriva da una donna, lo stesso posto da cui arriva tutta questa forte energia, un modo poetico e romantico da cui prendere vita. L’energia arriva, e sono molto felice di questo, dal modo in cui sto vivendo al contrario la mia vita; ma l’energia del disco deriva anche dall’eccitazione di creare qualcosa se sei in grado di catturare le piccole sfumature quando le canzoni che scrivi iniziano a connettersi tra di loro, ed è quello che secondo me si prova quando si ascolta questo disco ed è una sensazione che devi provare a non perdere cerchi di capire le melodie le parole, il suono, ci sono un sacco di elementi a cui ti devi attaccare per provare a capire un oggetto energicamente instabile, quindi bisogna cercare di non perdere quel tipo di entusiasmo durante tutto quel processo.”[1]
Conoscere l’esistenza di Francis ha cambiato il destino di Albert profondamente: oggi si riscopre uomo completo, completato da quella sua parte che ora ha un nome. L’esistenza del fratello, la sua presenza sempre percepita, ora riconosciuta, stabilizza le esperienze vissute alla ricerca di un modo per colmare il disagio, inspiegabile, che era rimasto dentro. E oggi quel senso di incompiutezza può essere gestito poiché ha un nome, un passato, un’origine. Scoprire la storia di Francis, il gemello mai nato, ripensare alla sua esistenza inespressa − anche se non era questo il nome assegnato dalla famiglia − gli ha permesso di conoscere meglio sé stesso, e di comprendere la sua parte sofferente, il disagio durato una vita, un viaggio alla ricerca di un metodo o di una strategia per colmare l’inspiegabile senso di vuoto, di perdita, una vita spesa a cercare anche nelle droghe il balsamo lenitivo per curare l’anima.
Francis Trouble non è qualcosa o qualcuno, è l’altro sé, e come un personaggio dei fumetti, come viene rappresentato nella copertina, come un supereroe della Marvel, diviene il suo alter-ego, la figura a cui ispirarsi durante i concerti: “lo usavo quando dovevo fare le audizioni, per recitare, quando ero fuori di me…; mi aiuta a comporre musica e a vivere sul palco con il desiderio che avevo da bambino di esibire il mio amore per la musica. Per questo Francis è molto più vicino di quanto si possa pensare, e vivrà vicino a me sempre”

Scoprire di aver avuto un gemello mai nato, è stata la conclusione di un percorso di auto-terapia iniziato anni fa. All’inizio la famiglia aveva iniziato a raccontargli qualcosa, probabilmente per evitare il trauma di scoprire tutto d’un botto, ma i dettagli della vicenda sono emersi solo quando Hammond, il songwriter e chitarrista fra i più virtuosi e polimorfi che l’America abbia mai portato in luce, ha compiuto i 36 anni: 36 come i minuti della durata del suo album Francis Trouble. Su questo numero lui stesso articola un ragionamento simbolico: “3 più 6 fa 9, che è il giorno del mio compleanno, il 9 del quarto mese, aprile: 9 per 4 fa 36. Il numero 9 mi segue da tutta la vita, ce l’ho anche sulla mia moto”.

L’album Francis Trouble, il suo quarto album da solista dopo aver lasciato gli Strokes nel 2006, un album autobiografico, colmo di riflessioni, analisi e introspezioni, è un’opera allegra, vivace, frizzante, nonostante si potesse pensare fosse un album cupo sul senso della perdita: “è stato bello chiamare il mio album con il suo nome perché è una persona di cui vado orgoglioso.” Poiché come sostiene lui stesso “le nascite vanno sempre festeggiate” Francis Trouble, generato dopo 12 anni di evoluzioni da solista, è una festa di parole che nascono dalla voglia di giocare, di creare: l’esperienza di integrazione del gemello ha offerto ad Hammond jr una nuova prospettiva con cui osservare le cose, ed il messaggio dell’album è “Io” un io che interrogato sul suo successo, e di come la carriera del padre anche egli musicista possa aver influito nella sua vita risponde: “io nemmeno lo volevo fare il cantante, volevo fare lo scienziato …” e noi, ovviamente, ci chiediamo in realtà chi è il vero autore di questa curiosa inattesa affermazione.
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CATERINA CIVALLERO Consulente alimentare, facilitatrice in Psicogenealogia junghiana, scrittrice

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[1] Affermazioni raccolte negli articoli di Paolo Panzeri 10/3/208 su www.rockol.it e di Chiara Lauretani 25 Giugno 2018 su www.deerwaves.com