Nei testi classici di medicina tradizionale cinese le cause fisiologiche di disarmonia rispetto al benessere sono considerate imputabili alle passioni.

Scoprire che a creare disturbi al nostro corpo sia la rabbia espressa o inespressa, o l’allegria eccessiva o la sua mancanza, che a rosicchiare il nostro equilibrio siano le preoccupazioni e la loro gestione, o il dover vivere il perenne stato di paura, o peggio ancora di tristezza, potrebbe risultare incredibile, ma questa è la realtà.

Il mal d’amore, il crepacuore come si definiva un tempo il silente dolore che minava la vita dall’interno, la cotta o la sbandata riferite all’innamoramento, la malinconia[1] e melancolia, l’attacco di panico, diventare verdi di rabbia, la rimuginazione continua che ci obbliga a vivere nel passato in pieno stato ossessivo, sono i veri nemici della nostra salute; ma allo stesso tempo, se adoperati con strategia e consapevolezza, possono diventare i nostri migliori alleati.

La medicina tradizionale cinese, abbreviata con l’acronimo MTC, spiega attraverso la legge dei cinque elementi come analizzare, comprendere e gestire il flusso fra le diverse emozioni che ci abitano quotidianamente, anche attraverso il regolare flusso dell’orologio circadiano[2].

Spiegare La Legge dei cinque elementi partendo dal titolo di questo articolo ti aiuterà a comprendere che in natura ogni movimento ha due facce: quella manifesta e quella secondaria, che per importanza non è da meno della prima. “Una moneta ha lo stesso valore a prescindere dalla faccia che mostra[3]”: questa affermazione deve stimolare il ragionamento che tutto ha una doppia valenza; dualità è il termine che descrive ciò di cui è formato ogni accadimento, azione, pensiero, presa di posizione o decisione.

Yin e Yang sono i termini utilizzati in oriente, e in ambito olistico, per definire ciò che ha espressione maschile o femminile. Qui non si tratta di una discriminazione fra sessi ma dobbiamo imparare a comprendere che esiste un polo positivo e uno negativo per poter alimentare una pila, così come serve il giorno e la sua luce e la notte con il buio per poter usare la parola oggi o ieri. Se ci riferiamo alla materia vivente possiamo descrivere l’esistenza di un dentro e un fuori solo a partire dal concetto di unità e viceversa: una tazza creata dall’argilla con le nostre mani esprime la sua funzione nel vuoto che essa stessa crea.

Partendo dal concetto che ogni cosa è duplice, e che la dualità è imprescindibile, analizziamo quale forza anima la danza fra le due parti.

Si tratta per l’appunto della Legge degli elementi, che la medicina tradizionale cinese e le scienze orientali definiscono con i termini Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua. A ognuno di essi viene attribuita un’emozione e rispettivamente si parla di Collera, Gioia, Preoccupazione, Tristezza, Paura. Uso il maiuscolo, anche se è un errore, per inquadrare mentalmente queste parole come entità o archetipi elevandone la funzione di semplici sostantivi.

Senza farti condizionare dall’accezione negativa di questi termini, cerca di immedesimarti nel comportamento dello spettatore di una partita di calcio.

Di solito si tratta di un uomo la cui energia lo spinge antropologicamente a rendere tutto manifesto in senso Yang, ovvero maschile, impulsivo, spesso eccessivo. Ora immagina che l’arbitro abbia appena annullato un goal alla sua squadra del cuore. Quello che egli prova è collera. Non occorre che sia un’emozione distruttiva, ma comprenderai che senza controllo può diventarlo.

Adesso immagina che il giocatore preferito dello spettatore abbia portato a segno un magnifico goal partendo da centro campo e dribblando tutti gli avversari: quella che stai visualizzando è un’immagine di gioia; anch’essa senza controllo può diventare pericolosa.

Fai ancora uno sforzo e vedi il tifoso di cui stiamo analizzando le emozioni mentre sta calcolando quanti punti mancano a evitare di uscire dalla classifica di serie A: quello che prova è preoccupazione.

Se invece il suo calcolo dimostra che qualunque punteggio realizzerà la sua squadra nemmeno un miracolo potrà esimerla dalla serie B, hai appena compreso cosa vuol dire quando parliamo di tristezza: anch’essa senza integrazione è pericolosa.

Adesso immagina che manchino due minuti al fischio del termine della partita e che l’arbitro decida per un recupero di cinque minuti: dall’esito della partita dipende la vincita del campionato; le mani si stropicciano, la fronte si imperla di sudore; questa è paura!

Se trasponi questa descrizione al femminile e immagini una persona che guarda la sua serie TV preferita (prendiamo a riferimento This is us che racconta la storia della famiglia Pearson, o Downton Abbey che narra le vicissitudini di Lord Grantham e della sua discendenza, Mozart in the Jungle e le sorti della New York Simphony, La casa di carta e i suoi fantastici otto rapinatori, o una qualche altra serie che conosci bene) puoi concentrarti sui differenti stati d’animo e comprendere che quando un attore è vittima di ingiustizia, e tu ne prendi empaticamente le parti, proverai collera. Se l’esito di certe puntate è incerto e non sai come andrà a finire il rapporto di amore o amicizia fra i personaggi che stai seguendo da circa un mese, proverai preoccupazione. Se la tua coppia preferita arriverà a tradirsi e lasciarsi sentirai tristezza e se convolerà a nozze o a una semplice convivenza sarai gioioso.

La colonna sonora ora sta sottolineando una scena delittuosa, eventualmente costruita con il favore della notte: se vedi le mani dell’assassino spuntare dal buio per raggiungere la vittima, quella che sentirai palpitare dentro è paura.

Ora puoi comprendere quanto sia importante conoscere esattamente il valore delle emozioni, saperle individuare e poi descrivere.

La comunicazione, per essere efficace, deve essere vitale, e per manifestare la sua energia deve essere mobile.

La Legge dei cinque elementi ci racconta come sia semplice, se le emozioni fluiscono, passare da uno stato d’animo all’altro in un lasso di tempo rappresentato da una giornata, un lustro, un capitolo, l’intero romanzo che stai portando a termine o la durata della vita stessa.

Immagina ora di essere davanti a un tavolo da ping-pong: chi gioca con te è poco esperto e per favorirlo nel gioco tiri la pallina in maniera lineare dal tuo campo al suo; questo dovrebbe permettere al tuo compagno di gioco di riuscire a restituirti la pallina con un’energia e traiettoria analoga. Questo modo di giocare è poco entusiasmante ma è pur sempre una modalità ludica.

Ora immagina di essere alle prese con un giocatore abile e che in palio ci sia un premio o una scommessa: chi perde paga la cena! I tiri saranno più carichi di intensità, più veloci, forti e la traiettoria della pallina si muoverà in diagonale fra i campi per rendere difficile la presa all’avversario.

Queste due modalità di gioco ti hanno appena descritto la legge dei cinque elementi nella sua condotta definita di Generazione o di Madre-Figlio e la seconda ti spiega cosa si intende quando si parla di Ciclo di Distruzione o Nonno-Nipote.

Ne parlo approfonditamente nel libro Realizzo il mio sogno – Creo scrivo pubblico – scritto con Alessandro Zecchinato.

Sempre rivolgendoci a chi frequenta i miei Corsi di scrittura alchemica (il prossimo si terrà a novembre 2021), o a chi ama leggere, anticipo un brano del prossimo libro che sto scrivendo con Alessandro Zecchinato: uscirà entro novembre 2021.

«A cosa serve la legge dei 5 elementi nella costruzione di un testo, anche quando si tratta di un semplice biglietto di auguri?

Ricorda che puoi scrivere solo di ciò che conosci e hai compreso bene.

Analizzare e poi approfondire questo tema ti consentirà di orientarti in descrizioni più veritiere e di bilanciare gli aggettivi che adopererai per animare un personaggio. Avrai maggiori possibilità di essere credibile quando sarai alle prese con un testo di fantasia e sarai riequilibrato dall’essere troppo rabbioso o entusiasta nei confronti di un personaggio che detesti o ami alla follia. La penna di uno scrittore non può contenere inchiostro velenoso, ma può essere caustica, purché si abbia una buona mira e si eviti di bruciare tutto il foglio con i propri scritti; se impari bene questo, scoprirai come il Legno si trasforma in Fuoco, il Fuoco in Terra e come dalla Terra poter passare agli altri elementi.»

Caterina Civallero

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[1] Melanconia (o malinconia) Stato psichico caratterizzato da un’alterazione patologica del tono dell’umore, con un’immotivata tristezza, talora accompagnata da ansia, e con inibizione di tutta la vita intellettuale.

 

[2] Il ciclo circadiano è una sorta di orologio biologico dal periodo di 24 ore − il nome, infatti, deriva dal latino circa diem che significa “intorno al giorno” − che si caratterizza per essere un complesso sistema interno responsabile di cicli riguardanti la pressione arteriosa, la temperatura del corpo, il tono muscolare, la frequenza cardiaca, il ritmo sonno-veglia, ecc.

 

[3] Tratto dal libro Il mio gemello mai nato di Caterina Civallero e Maria Luisa Rossi, contenuto nel capitolo SENZA DI TE.